Steatosi epatica: capire se si è a rischio, approcci terapeutici e dietoterapia
Chi è a rischio di avere il “fegato grasso”?
Le seguenti tre condizioni sono associate a un rischio maggiore di sviluppare steatosi epatica. Se ti riconosci in una di esse, può essere utile parlarne con il tuo medico:
- Presenza di enzimi epatici (AST, ALT, GGT) elevati da 3–6 mesi
- Diabete di tipo 2
- Obesità o sovrappeso associati ad almeno una delle seguenti condizioni:
- circonferenza addominale ≥94 cm negli uomini o ≥80 cm nelle donne
- glicemia a digiuno superiore alla norma (≥100 mg/dl) o emoglobina glicata HbA1c ≥ 39 mmol/mol (≥5.7%)
- trigliceridi elevati (≥150 mg/dl) o trattamento con farmaci ipolipemizzanti
- colesterolo HDL basso (≤39 mg/dl negli uomini; ≤50 mg/dl nelle donne)
- pressione arteriosa elevata (≥130/85 mmHg) o terapia antipertensiva in corso
Come viene diagnosticato il “fegato grasso”?
L’ecografia è l’esame più diffuso, grazie alla sua accessibilità e ai costi contenuti. Tuttavia, una metodica più accurata è l’Elastografia Transiente Controllata da Vibrazioni (VCTE), che può essere considerata un’evoluzione dell’ecografia tradizionale. Questo esame consente di valutare sia la quantità di grasso nel fegato sia la presenza e la gravità della fibrosi.
Accanto agli esami strumentali, sono disponibili anche indici basati su parametri biochimici e antropometrici, che forniscono un punteggio utile per stimare il rischio di steatosi epatica e fibrosi. I più utilizzati sono il FLI (Fatty Liver Index) e il FIB-4 (Fibrosis-4 score). In base ai risultati, il medico potrà stabilire il percorso diagnostico e terapeutico più appropriato.
Approcci terapeutici e dietoterapia
Attualmente non esistono farmaci specifici per la steatosi epatica* L’approccio terapeutico si basa quindi sul trattamento delle condizioni associate che contribuiscono alla progressione della malattia, come diabete, dislipidemie e ipertensione.
Fondamentali sono inoltre la gestione del peso corporeo e le modifiche dello stile di vita.
Le più recenti linee guida raccomandano:
- una riduzione del peso corporeo dal 5% al 10% (valutando, se necessario, anche il supporto farmacologico)
- l’adozione di un modello alimentare ispirato alla Dieta Mediterranea
- attività fisica regolare: almeno 150 minuti a settimana di attività moderata oppure 75 minuti di attività intensa
- riduzione della sedentarietà, limitando il tempo trascorso seduti
- cessazione del fumo
- eliminazione o forte riduzione del consumo di alcol
In caso di MASLD, un intervento precoce — nelle fasi iniziali e ancora reversibili della malattia — consente spesso di risolvere il problema o di rallentarne significativamente la progressione.
Per questo motivo è fondamentale, come sottolineano le linee guida, aumentare la consapevolezza su questa condizione e promuovere un approccio multidisciplinare, capace di affrontarne le diverse componenti.
*Eccetto alcuni farmaci approvati per le forme più avanzate della malattia e altre con indicazioni diverse ma che hanno mostrato benefici anche sui parametri di steatosi e fibrosi
Bibliografia di riferimento:
Tacke F, Horn P, Wai-Sun Wong V et al EASL–EASD–EASO Clinical Practice Guidelines on the management of metabolic dysfunction-associated steatotic liver disease (MASLD)Journal of Hepatology, 2024