Parkinson e alimentazione I

Alimentazione a supporto del Parkinson: la gestione delle proteine

Il Parkinson beneficia di un approccio multidisciplinare che riesca a  gestire le molteplici sfaccettature della malattia.  L’alimentazione rappresenta uno di questi interventi offrendo un valido aiuto su più fronti:

  • Permette di gestire correttamente i pasti e soprattutto l’assunzione delle proteine, contribuendo così ad ottimizzare l’efficacia della terapia con Levodopa
  • La corretta alimentazione ci fornisce tutti i nutrienti necessari a mantenere un buono  stato di salute necessario per rispondere nella maniera piu’ efficace e reattiva possibile a questa condizione
  • Rimodulare l’alimentazione strada facendo consente di affrontare al meglio condizioni che possono frequentemente insorgere come la stipsi, la difficoltà ad assumere adeguate quantità di liquidi e la malnutrizione 

 

Con le prossime “domande&risposte” faremo chiarezza su alcuni concetti utili per rendere l’alimentazione un’alleata nella gestione del Parkinson.

Ho scoperto di avere il Parkinson. Come devo cambiare la mia alimentazione adesso? 

Nella maggior parte dei casi e per buona parte della durata della malattia, l’alimentazione consigliata in presenza di Parkinson non e’ diversa da quella utile a tutta la popolazione, ovvero la DIETA MEDITERRANEA.

Un’alimentazione, quindi, ricca di cereali integrali, legumi, frutta e verdura di stagione, pesce azzurro, uova, grassi buoni come quelli dell’olio EVO e della frutta secca e con un consumo contenuto di carni bianche e formaggi magri.

La dieta mediterranea fornisce tutti i nutrienti necessari all’organismo oltre a vitamine, sali minerali e importanti sostanze ad attività antiossidante e protettiva per il sistema nervoso.

 
Cosa c’entrano le proteine con la terapia del Parkinson?

Le proteine possono interferire con l’assorbimento e quindi con il corretto funzionamento della Levodopa. Questo avviene in quanto gli aminoacidi che le compongono hanno una “forma” simile al farmaco e vengono in parte trasportati al posto di quest’ultimo nella circolazione sanguigna e nel sistema nervoso centrale. 

Tuttavia, salvo casi specifici, le proteine non dovranno essere ridotte rispetto ad una dieta normale o eliminate, ma semplicemente la loro assunzione dovrà essere più controllata

 
Come devono essere assunte quindi le proteine se sono in trattamento con Levodopa*?

Un approccio ragionevole in linea generale è quello di distribuire piccoli quantitativi di proteine nei 3-5 pasti giornalieri evitando quindi carichi eccessivi di proteine potenzialmente interferenti con il farmaco.  

Un’altra strategia  è la “redistribuzione proteica” che prevede di concentrare  le proteine quasi esclusivamente a cena. Questo metodo ha mostrato benefici (miglioramento della sintomatologia, riduzione della dose di farmaco necessaria) soprattutto nei casi di ridotta risposta alla terapia e di ricomparsa post-prandiale dei sintomi. La redistribuzione proteica infatti, permette di ottimizzare l’assorbimento del farmaco durante la giornata sfruttando al meglio i suoi effetti per svolgere le attività quotidiane e limita l’eventuale interferenza con le proteine e quindi una sintomatologia meno controllata durante la notte. 

Una dieta ipoproteica (< 0.8–1.0 g/kg/giorno) invece, facendo ricorso anche ad alimenti appositi, può rendersi  necessaria solo in casi di mancata risposta al trattamento e sotto controllo medico-specialistico.

*Quanto di seguito riportato ha esclusivamente scopo divulgativo, non costituisce consiglio personalizzato e non si sostituisce alle indicazioni ricevute dal proprio medico

Quali sono gli alimenti proteici?

Quando si parla di alimenti proteici si fa riferimento a:

tutti i tipi di carne, pesce, uova, latticini (yogurt, latte e formaggi), tonno o altro pesce  in scatola, salmone affumicato e carpacci di pesce,  affettati, seitan, tempeh, fagioli di soia gialli e verdi.

Va ricordato però, che anche gli altri alimenti contengono proteine, soprattutto i legumi e i carboidrati integrali (pasta, cereali, pane e derivati). In specifiche condizioni, può essere necessario calibrare anche l’assunzione di questo gruppo di alimenti

Come mangiare i legumi?

I legumi hanno un contenuto medio di proteine. Il loro consumo va calibrato sulla sensibilità individuale. Non esistono linee guida specifiche ma un suggerimento di consumo puo’ essere il seguente:

  • Se tollerati durante la giornata, a pranzo: mezza porzione (25 g da secchi o 75 g da cotti) in minestre di verdure e cereali o con la pasta
  • Se ammessi solo a cena (esempio perchè si sta adottando la redistribuzione proteica)
    • porzione intera (50 g da secchi o 150 g da cotti) + mezza porzione di un altra fonte proteica: esempio 1 uovo, mezza porzione di formaggi magri (25-30 g) o affettati magri (25-30 g) o tonno sott’olio (40 g) o mezza porzione di carne (50-60 g) o di pesce (80 g) + verdure e pane

Complessivamente, non esiste un approccio universale, e’ molto importante testare la propria sensibilità alle proteine, valutare la reale fattibilità nella vita reale di un approccio rispetto all’altro e trovare così il consumo proteico piu’ adatto a noi.

Continua la lettura su questo tema nell’articolo successivo.

Bibliografia di riferimento:

  • Barnard, Neal D., editor. “Parkinson’s Disease.” Nutrition Guide for Clinicians, 3rd ed., Physicians Committee for Responsible Medicine, 2023. 
  • Shuler MS, Prasad A, Flanagan R, et alNutrition in Parkinson’s disease: what neurologists need to knowPractical Neurology Published Online First: 27 January 2026
  • González-May CA, Barradas-Castillo MDR, Perera-Rios JH, Gallegos-Tintoré S, Pérez-Izquierdo O, Aranda-González II. Dietary flavonoids may have a protective and therapeutic effect in Parkinson disease: A systematic review. Nutr Res. 2024 Jan
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