Come si fa a dimagrire?

Sicuri che la domanda giusta sia "come si fa a dimagrire?"

Se nella tua testa la domanda che rimbalza è “come faccio a dimagrire?”, dobbiamo cambiare le premesse del ragionamento.

Dimagrire non è l’obiettivo, ma la conseguenza del “mangiare bene”. Banale? Forse. Ma se la domanda di partenza era “come faccio a dimagrire?”, questo concetto non è poi così scontato.

Per “mangiare bene” — attenzione: non stiamo ancora definendo cosa significhi davvero, prendiamo per buono l’ideale instagrammabile, che sarà leggermente diverso per ognuno in base alle proprie preferenze (più veg, più bio, più protein, low carb, low fat, più cheto…) — non basta scegliere gli alimenti giusti. Serve modificare il proprio stile di vita. Concretamente significa organizzare la spesa per avere sempre a disposizione quello che serve, pianificare i pasti in modo che anche le giornate più caotiche non facciano saltare tutto, trovare strategie per mantenere le proprie abitudini anche se si mangia spesso fuori casa, costruire una routine con tempi più coerenti con il proprio modello alimentare.

L’apericena con spritz? Nessuna moda nutrizionale, vecchia o nuova, la considera compatibile con “mangiare bene” — e su questo c’è un raro consenso unanime.

La domanda che viene spontanea a questo punto è: per mangiare bene devo allora smettere di uscire, rinunciare all’aperitivo, dire addio a tutto quello che mi piace? La risposta onesta è: dipende da quello che ti piace e da quello che è il tuo obiettivo. Certo, più lo stile di vita è sano, più è facile mantenere certe abitudini alimentari e in ultima analisi dimagrire oltre al guadagno in termini di salute. Ma se si aspetta la congiunzione astrale in cui tutto è perfettamente allineato per iniziare il rischio è di non iniziare mai. Ecco perché trovare il giusto compromesso — quello sostenibile per la propria vita reale, non per una versione ideale di essa — è parte integrante del lavoro che si fa insieme a un professionista della nutrizione.

“Mangiare bene” non si improvvisa e non ha una scadenza. Deve entrare nella lista delle priorità, richiedendo un investimento reale di tempo e di energie, fino a diventare parte della quotidianità. Così, quasi senza accorgersene, si iniziano a seguire nuove abitudini salutari non solo a tavola ma nello stile di vita a tutto tondo — a partire da movimento, riduzione dell’alcol, del fumo e qualità del sonno, spesso sottovalutati ma essenziali.

Per dimagrire e mantenere il peso raggiunto, infatti, non è sufficiente “mangiare bene”. È necessario che questo diventi parte integrante di un nuovo modello di vita. Se si mangia bene ma non si modifica lo stile di vita affinché quell’alimentazione regga nel lungo periodo, si finisce per tornare alle vecchie abitudini vanificando i benefici ottenuti e alterando di nuovo parametri come glicemia, colesterolo, pressione, funzioni epatiche e gastrointestinali, forza muscolare, benessere emotivo e cognitivo.

Ma “mangiare bene” non dovrebbe essere così complicato, no? In fondo mangiare è un atto atavico e istintivo. “Mangiare bene”, però, è tutt’altra storia: è un sistema comportamentale complesso, influenzato da fattori sociali, economici, culturali e psicologici. Chi dice che è semplice ha una visione miope  della complessità che il cibo rappresenta oggi per le persone.

I principi generali esistono, sono chiari e  uguali per tutti — o quasi. La dieta mediterranea e la piramide alimentare, basi della corretta alimentazione, sono ben note infatti. Il problema non è conoscerle: è applicarle nella vita reale. Perché la vita reale è diversa per ognuno — diversi il lavoro, gli orari, gli impegni, le disponibilità economiche, la possibilità di apportare cambiamenti, le conoscenze di partenza. Questo implica dover fare una selezione tra le raccomandazioni disponibili: tenere ferme quelle imprescindibili — nessun professionista serio dirà mai di mangiare fritto o carne rossa a volontà — e trovare per le restanti il giusto compromesso tra “mangiare bene” e non trasformare il cibo in una fonte di stress. Un equilibrio che dipende da ciascuno e che cambia nel tempo, con il cambiare delle priorità e dello stato di salute.

No, “mangiare bene” e quindi dimagrire e mantenere il peso di salute non è facile — anche perché il modello sociale in cui viviamo non agevola scelte alimentari e stili di vita sani. Ma può diventare più semplice. Il punto non è trovare la dieta perfetta, ma costruire un metodo che funzioni per la propria vita reale: è esattamente questo l’obiettivo della nutrizione integrata — non un piano da seguire per qualche settimana, ma un approccio che si adatta alla persona, alla sua quotidianità e al suo stato di salute, fino a diventare parte naturale del modo di vivere.